La corsa illegale nel parco
La sera del 6 settembre siamo stati sbattuti fuori dall'albergo. Per leggere cosa successe nei giorni precedenti al concerto clicca qui!
Usciti dall'albergo di Michael, Erika. e Paolo. si diressero direttamente all'Etna Park, mentre noi altri abbiamo riportato tutte le nostre cose all'ostello prenotato da Lorena e Barbara. Rimanendo in silenzio potevamo sentire a qualche KM di distanza le prove del concerto, Thriller echeggiava in tutta la città quasi dormiente. Posate tutte le nostre cose abbiamo telefonato a turno ai nostri parenti per avvisare che stavamo bene ed eravamo pronti per andare a dormire al parco.

Ci sorprese il sapere che pochi minuti prima un canale televisivo italiano aveva mandato in onda Stranger in Moscow. Eravamo felici di questo, il mondo si ricordava a suo modo di lui!
All'arrivo dei cancelli del Letna Park ci siamo accorti che questi erano pattugliati e non era possibile entrarvi.
Guardandoci intorno non scorgevamo altre entrate, quindi decidemmo di percorrere il perimetro esterno, per trovare un pertugio ed infilarci di nascosto.
Eravamo totalmente consapevoli che se la polizia ci avesse beccato a fare qualcosa di illegale, come entrate in luoghi inaccessibili, sarebbero stati guai... o almeno questo era quello che ci eravamo messi in testa.
Finalmente trovammo un'altra entrata, le transenne non pattugliate, erano state spostate e delle persone con dei cani al guinzaglio stavano uscendo dopo la passeggiatina serale.
Ci fermammo qualche minuto decidendo cosa fare e per sondare un po' i movimenti all'interno, c'era una distesa verde davanti a noi, in caso fosse stato necessario nascondersi, sarebbe stata ardua passarla liscia.
Neanche a dirlo, una volante passò all'interno del parco... appena quella si allontanò, ci intrufollamo, sperando di essere fortunati.
Il cielo era minaccioso, l'erba era bagnata, noi stavamo violando la legge... cosa potevamo chiedere di più?Per Michael questo ed altro!!!
Mentre ci incamminiamo verso il suono della batteria, che echeggia accompagnando una canzonedi prova che non riuscivamo a sentire, un'altra volante della polizia illuminò a giorno il prato dove
i ragazzi stavano cercando di mimettizzarsi nel buio. Il panico fu generale e i ragazzi si gettarono a terra. A poterli guardare dall'alto, si sarebbe pensato ad una margherita, infatti inconsapevolmente i ragazzi formavano con i loro corpi i petali del fiore.
Terrorrizzati caddero preda dell'immobilità più completa, quando Stefano in modo serio disse: ragazzi, se si avvicinano, facciamo finta di dormire.
Io e Lorena non potemmo resistere all'imperiosità di quelle parole dette con il cuore e scoppiarono a
ridere in maniera convulsa, senza riuscire a zittirci, per quanto ci tappassimo la bocca, i nostri corpi si arrotolavano come un serpente ferito e dolorante. Il momento era drammatico, perchè era assolutamente necessario rimanere in silenzio... o meglio immobili: cavolo potevano sbatterci dentro, più pensavamo a questo e più ci veniva da ridere per la nostra strana disposizione e il fatto che dovessimo fingere di dormire.
Monica cominciò a cadere in preda ad una crisi isterica, sapeva di non avere il potere di bloccarci e già si immaginava la scena dei poliziotti che ci venivano a perquisire: quasi tutti senza documenti, dotati di ben 1 coperta 1 bottiglia di vodka (appena acquistata in un tugurio) per riscaldarci tutti dal freddo, pane e nutella per la colazione del giorno dopo. Proprio un bel quadretto!
La pattuglia probabilmente ci vide, ma non si curò di noi, forse perchè eravamo ancora molto lontani dal punto X o forse se ne fregavano di 6 stupidi che giocavano a 123STELLA con la luce dei fari dell'autovettura.
Prima di rialzarci, ci beccammo una bella strigliata e calmati gli animi finalmente ci incamminammo ancora verso la 'luce', metaforica e di fatto, dato che provavano anche le luci.
Potevamo procedere un po' più al riparo, avevamo raggiunto una intricata rete di cespugli, ma ancora una volta la pattuglia puntò i fari nella nostra direzione, non intenzionalmente... solo che l'auto sarebbe passata a meno di un metro da noi.
Ci gettammo tutti nella trincea... feci passare tutti, prima di intrufolarmi a mia volta...
Questa volta mi allarmai un sacco, cominciò a piovere e mi accorsi che la testa decolorata e biondissima di Monica, era come un faro di luce nel buoi. Le intimai di nascondere i suoi capelli, perchè le luci che filtravano tra le foglie facevano spiccare la sua testa. Eravamo davvero davvero tutti spaventati. Trattenni il repiro per tutto il minuto che la pattuglia impiegò a percorrere la strada, quando passò vicino a noi, questa si fermò.
Pioveva e io sudavo, avevo caldo e cominciai a sentire il cuore pulsarmi nelle orecchie, non avevo ancora respirato, l'apnea mi stava annebbiando il cervello, l'auto si mosse e finalmente respirai a pieni polmoni.
Ci guardammo tutti nell'oscurità, cercando il bianco dei nostri occhi. Monica teneva ancora la sua testa coperta sa un saccchetto rosso e abbozzammo quasi un pianto liberatorio.
Altro pericolo scampato.
Impiegammo un po' ad uscire dal nostro nascondiglio, la paura questa volta era stata tanta e nessuno aveva più voglia di scherzare con il fuoco. La musica di Michael si faceva sempre più forte provavano ripetutamente canzoni a casaccio, poi si bloccavano e riprendevano... Finalmente ci decidemmo ad uscire, il terreno si faceva più 'impervio', c'erano dunette e alberi. Questa volta non volevo rischiare: strisciai fino alla prima dunetta, poi da lì corsi a nascondermi dietro il primo albero più vicino, e continuai così fino alla fine degli alberi. Gli altri dietro di me fecero tutti la stessa cosa, io prima di passare da un'albero all'altro controllavo la situazione da tutti i lati, davo il via e si faceva il cambio. Verso la fine mi fermai a ridere, aggrappandomi alla corteccia di quella quercia: cominciavo a trovare la cosa esageratamente buffa e tutti iniziammo a ridere, liberando tutta la tensione raccolta fino a quel momento.
Ora potevamo solo percorrere una strada a ciottoli e ci accorgemmo che il parco in quel punto era pieno di gente e di fans.
potevamo tirare un sospiro di sollievo... ci eravamo riusciti.
Io e Monica camminavamo vicine, quando Mike cominciò a cantare la canzone che io adoro di più in live: ROCK WITH YOU.
Non potevo crederci, strinsi il braccio di Monica con forza e cominciai a saltellare come una pazza, gridando O mio Dio: è Rock With you... ma sta cantando Rock with you... ma lo senti?? è live!...
Ero eccitata solo io al fatto che cantasse live, poi iniziò a cantare Don't Stop... e mi sciolsi ancora di più, Monica dovette sorreggermi. Io non stavo nella pelle e volevo correre il più forte che potevo... volevo vederlo, lo volevo, come un bambino fa i capricci per poter avere quello che desidera... ero capricciosa, non riuscivo a trattenermi.
Poi iniziò D.S. davvero persì il controllo. Non potevo credere che l'avrebbe cantata davvero. Saltellavo come un grillo. Mentre Monica cercava di bloccarmi a terra, io volevo solo sperare di arrivare in tempo
e vedere Michael provare.
Finalmente arrivammo, io tiravo come un cane mastino ansioso di andare a fare la pipì.
Al nostro arrivo ritrovammo Paolo ed Erika, lì trovai anche altri 5 amici.
Le prove Generali, ancora una sorpresa
Aggrappati alle transenne potemmo goderci gran parte del concerto. Sebbene dei teli scuri dovessero impedirci la visuale, un forte vento corse in nostro soccorso.
Eravamo intenti a guardare le prove, aiutati anche dai maxischermi, che per una buona parte erano visibili.
Quando iniziano le note di YANA, un uomo con un pass sbuca dal nulla è Anthony, guarda le fanciulle, si sofferma prima su una, poi ne sceglie un'altra, Valentina che avevo conosciuto pochi mesi prima a Montecarlo. (Per leggere la sua storia clicca qui)
Nessuno di noi si aspetta di vedere quanto succederà a breve: Valentina appare sul palcoscenico e inizia a ballare con Michael. Michael sembra scatenato e fa delle cose sorprendenti, si strusciava contro lei e la faceva roteare... noi impazzivamo dalla gioia. Abbiamo cominciato ad incitare Valentina e continuavamo a chiederci, ma non sta morendo? Insomma era tutto così sureale. Ricordo qualcuno dire: finalemente fa qualcosa di diverso, cavolo!
Già... Valentina tornata al suo posto era raggiante e cominciò a saltellare dalla gioia, noi non stiamo nella pelle e vogliamo saperne di più, quando Anthony ritorna e la richiama. Da lì non ricordo più molto, perchè mi metto a parlare con gli amici che non vedevo da un po', per farmi raccontare cosa avrebbero fatto dopo Praga.
Ricordo ancora Beat it, quando Michael sale sul braccio maccanico e si mette a disquisire di cose che non vanno bene, poi ci saluta e poi scende.
Credo che l'ultima canzone provata fosse un pezzo di HIStory, comunque terminano le prove e Mike imbocca la strada per raggiungere il van, noi in coro gli auguriamo buona notte e lui ricambia il saluto prima di salire nell'auto.
Ora ci sbattono letteralemte fuori dalla zona e ci attende una notte fuori dai cancelli.
Notte 6 Settembre 1996
... e il concerto, comin soon !
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